ITALIANO: ALCUNE NOTE SULLA SCRITTURA PROFESSIONALE

Confesso che mi sono stupito nel leggere su una Cartolina dell’Accademia della Crusca pubblicata su Twitter la risposta a una signora che esponeva le proprie perplessità di fronte a un manifesto pubblicitario in cui, per due volte, si poneva l’apostrofo dopo l’articolo un prima di un sostantivo maschile.

Chi aveva redatto la risposta, nel 1993, (Giovanni Nencioni, che ci ha lasciato nel 2008, uno dei maggiori storici della lingua italiana, presidente dell’Accademia della Crusca e professore alla Normale di Pisa) dopo aver considerato l’errore quale semplice errore di ortografia, si soffermava a elencare una serie di attenuanti.

Mi dispiace prendere spunto proprio dall’intervento di una persona di così alto profilo, che non c’è più, per esporre il mio parere, ma ritengo importante chiare alcune cose.

Intanto, in merito al caso specifico: il copywriter che ha redatto il testo del manifesto (la pubblicità di un rossetto) era evidentemente inadeguato, come l’agenzia pubblicitaria per cui lavorava, incapace di individuare l’errore, e l’azienda che aveva commissionato il lavoro, superficiale nel controllo della propria comunicazione, che avrebbe dovuto ritenersi screditata e bloccare la diffusione del manifesto.

C’è stato un periodo in cui, quando si voleva impiegare qualcuno senza capacità e senza esperienza, ma con buone amicizie, gli si dava una penna in mano e se ne faceva un copywriter, un giornalista o, dio ce ne scampi, uno scrittore. Entrare nel campo minato del self publishing, un’altro fenomeno devastante per la lingua italiana, richiederebbe pagine di considerazioni, da cui mi astengo, non senza ricordare la folla di personaggi pubblici, soprattutto televisivi, che annusato il business assieme a compiacenti case editrici, hanno tappezzato i banchi delle librerie di libri insignificanti, il cui prezzo era calcolato sulla base del peso molto più che della qualità e del contenuto.

Ricordo che, ancora alle elementari, dovetti subire un’accesa reprimenda da parte del maestro di fronte a mia madre per avere scritto “malvidente” invece che “malvivente”, un termine che avevo sentito e che usavo per la prima volta.

Non credo di aver mai scritto “ha piovuto”, ma se lo avessi fatto, mi sarebbe costato due spesse sottolineature blu e l’insufficienza. Quello dell’ausiliare avere accostato a verbi come piovere, nevicare, grandinare, universalmente accettato, ha rappresentato un cedimento all’ignoranza e all’incapacità formativa della scuola (e della famiglia). Tanto che oggi devono essere introdotti a livello universitario corsi di recupero per consentire a futuri dottori, ricercatori, magistrati ecc. di esprimersi in un italiano perlomeno decente.

Questo lassismo, che poco ha a che vedere con l’evoluzione della lingua, ha naturalmente nuociuto a chi ha dedicato studio, passione e tempo al perfezionamento e all’aggiornamento della lingua italiana a fini personali o professionali e ha dovuto competere sul mercato con illustri incapaci.

Del resto l’onda lunga, e probabilmente inarrestabile, dell’ignoranza ha raggiunto ogni campo della vita del Paese, compresa la politica più alta di cui Razzi e Scilipoti rappresentano le ben note vette dell’iceberg.

Per finire, oggi, è il correttore automatico il più perfido degli strumenti, sempre in agguato, pronto a tradire chi scrive. Basta dare una scorsa a Twitter, dove i messaggi vengono inseriti quasi sempre di getto, per rendersene conto.

Per chi ha acquisito un po’ di esperienza e ha un occhio attento è facile individuare questo tipo di errori, che a volte sono giustificabili; non lo sono per un professionista, che dovrebbe essere in grado di lavorare anche escludendo il correttore automatico e ha l’obbligo di controllare e correggere i testi prima di pubblicarli.

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/verbo-piovere-vuole-lausiliare

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/09/ebook-pro-e-contro-del-fenomeno-self-publisher/1114856/

LE MAFIE RINGRAZIANO I SERVI SCIOCCHI

L’attenzione di tutti è oggi incentrata sulle polemiche seguite al funerale di Vittorio Casamonica, assurto alla gloria dei Cieli da un carro funebre trainato da sei cavalli, sotto una pioggia di petali di rosa rossi e con l’accompagnamento della colonna sonora del film “Il Padrino”.

Forza Italia e gli altri partiti di opposizione si sono scagliati contro il ministro dell’interno, il prefetto, il sindaco di Roma per un episodio che ha i connotati del capolavoro cinematografico e, come tale, ha guadagnato immediatamente un’eco internazionale che porterà ulteriore discredito a quello che dai tempi dei “nani e delle ballerine” non ha mai smesso di essere un paese da operetta.

Pochi giorni prima, senza che si alzasse una voce a denunciare il fatto, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, ha rimosso il colonnello Sergio De Caprio, più noto con il nome in codice di Ultimo, artefice nel 1993 dell’arresto di Totò Riina, dalla guida del Nucleo Operativo Ecologico, impegnato a contrastare i reati ambientali, nelle cui reti sono rimasti impigliati nomi di primissimo piano della politica e del management nazionali.

I due fatti, così apparentemente dissimili, rivelano quanto siano radicate, riverite e protette nel nostro Paese tutte le mafie: quelle dei padrini con la croce al collo e l’anello d’oro al mignolo, che gestiscono traffici di ogni genere e hanno le mani sporche di sangue, e quelle dalle mani bianche: delle lobby politiche e finanziarie, imprenditoriali e militari, corrotte dal denaro e dal potere, impegnate a mantenere il Paese nel marciume, a impedirne il riscatto e a eliminare solertemente chiunque possa rappresentare un ostacolo al raggiungimento dei loro interessi e di quelli dei loro compari.

https://twitter.com/Palomar_CV

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/20/vittorio-casamonica-cavalli-e-rolls-royce-per-il-boss-re-di-roma/1971020/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/21/noe-esautorato-dal-comando-il-capitano-ultimo-coordinava-indagini-su-mafia-politica-e-coop/1972454/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/21/la-lettera-di-ultimo-ai-suoi-uomini-contro-i-servi-sciocchi-grazie-per-la-lotta-ai-poteri-forti/1972469/