Molti anni fa lessi “Delitti esemplari”, di Max Aub, in cui l’autore si immedesima in una moltitudine di persone comuni che si abbandonano al piacere della soppressione fisica di chi detestano e non ho resistito alla tentazione di seguirne le orme, facilitato dal fatto che, oggi, i motivi d’ispirazione attorno a noi si moltiplicano di giorno in giorno. Perché il titolo “Delitti minimi”? Perché si tratta per lo più di delitti compiuti d’istinto, non premeditati, che gli autori non si preoccupano di occultare: niente a che vedere con le trame contorte e cervellotiche dei grandi thriller d’autore.


La prefazione

Alfredo Spanò è nuovo alla narrativa, ma la mano di chi è abituato alla scrittura in ambiti redazionali è flessibile e sa muoversi in molte direzioni, quando decide di liberarsi, nell’immediatezza del mondo surreale, dal peso della cronaca terribile in cui si uccide con la ferocia barbarica che alla vita degli altri, come alla propria, non riesce ad annettere alcun valore. Disinvolti assassini predispongono e attuano l’uccisione, poi serenamente si allontanano, in perfetta continuità con i “Delitti esemplari” di Max Aub, dalla cui stesura è passato troppo tempo; è quel tempo che Spanò ha deciso di riempire e aggiornare, perché ora, come allora, infrangere impunemente il quinto comandamento è una impagabile soddisfazione. Dunque, questo è un libro eretico, dove l’immaginazione si permette qualunque cosa, per vendicare la sensibilità ferita di chi è costretto ad uccidere dalla propria organizzata follia. E Spanò cambia faccia ad ogni brevissimo racconto, facendosi ora uomo, ora donna e ora gruppo, incisivo e rapido, tremendamente verosimile, attento ai dettagli, attraverso una scrittura che è una boccata d’aria per la lingua italiana agonizzante. Ma gli assassini sono banali e Spanò lo sa, muovendosi con scioltezza tra i preconcetti e l’intolleranza quotidiana di chi non vede che sé e il proprio spicciolo interesse, perché così va il mondo, tra inspiegabili uccisioni e vittime potenziali, tutti e tutte noi, inconsapevoli dei rischi che corriamo. Non una parola di più: leggete, ora.

Raffaella Costi


La critica

Intervento di Fioretta Faeti Barbato in occasione della presentazione del libro “Delitti minimi ovvero delitti intimi” di Alfredo Spanò, il 10 febbraio 2015, presso la libreria Fogli & File di Novafeltria RN.

Dunque. Delitti minimi. Delitti intimi, quasi il titolo di un giallo per questo delizioso volumetto di Alfredo Spanò. Ma non aspettatevi un giallo, un noir, un thriller perché non è nulla di tutto questo, anche perché, come diceva Agatha Christie, che di gialli se ne intendeva, nel giallo, al di sopra di ogni cosa, c’è l’intrigo. No, in questo libro non c’è né intrigo né intrighi. Tutto è evidente a partire dal movente che in tanti gialli viene svelato proprio solo alla fine in contemporanea con l’assassino.

È tutto chiaro lampante e in più c’è il piacere della scrittura, cosa che raramente è riscontrabile nei gialli perché in questo genere di libri il piacere della scrittura viene spesso soppiantato proprio dal piacere dell’intreccio e dell’intrigo.

Delitti minimi ovvero delitti intimi” è davvero un piccolo gioiellino. Qualche volta il fascino e il piacere si trovano nelle piccole cose e, quindi, anche nei piccoli libri come questo che raccoglie piccoli racconti e non solo, ma anche, tutta una serie di situazioni minime e nerissime, ma anche esilaranti e assurde, irritanti a seconda dei personalissimi punti di vista, assurdi, iperbolici e spiazzanti…

In queste belle storie spesso bizzarre, e tanto vere, e tanto prevedibili, e molto attuabili tutto accade anche per merito delle parole e dello stile lineare, pulito, destinato a diventare parte integrante della storia. Ecco allora che cosa è anche questa raccolta di “delitti intimi” è un patrimonio di bella scrittura così rara in questo periodo di così brutta scrittura. Tanti scrivono e scrivono male!…

Lui i suoi delitti li chiama minimi li chiama intimi, diventando così un simpatico voyeur, geniale, ironico, divertente che guarda con noi e per noi dal buco della serratura, da una fessura, proprio così: in modo intimo, in modo minimo. Per non disturbare, lasciando a noi lettori il compito di testimoni oculari. Non sprofonda e non fa sprofondare nell’inferno delle storie vere che, per tanti, anche a causa dell’accanimento dei mass media, sono diventate quotidiana normalità. Spanò rimane lucido quanto basta per raccontare con leggerezza qualcosa che leggero non è, e così, in questi che pur sono delitti, non aleggia il senso di morte perché il modo di affrontarla che ci propone in modo spesso surreale è lo sberleffo ironico, l’irriverenza totale sia per l’uccisore che per l’ucciso. Vittima e carnefice sullo stesso piano trattati, comunque, con stile e geniale cattiveria…

Spanò tra le righe ci propone anche il tentativo di scoprire dove sta il giusto e l’ingiusto e cosa li distingue e, come ho già detto, lo fa con uno stile limpido, privo di retorica, ma ricco di ironia e di sarcasmo…

Comunque uccidere è un gesto titanico e per questo su tanti ha il suo fascino. E proprio per questo Spanò nel suo libro ci dice anche un’altra cosa, ci porta a spiare cosa passa nella mente degli altri anche perché la nostra vera autentica “perversione” è quella del pensiero…


La critica

Intervento di Stefano Stargiotti in occasione della presentazione del libro “Delitti minimi ovvero delitti intimi” di Alfredo Spanò, il 9 gennaio 2016, presso la biblioteca A. Baldini di Santarcangelo RN.

Un “libello” (libro piccolo e bello) che fonda un nuovo genere: il noir comico. O almeno così io l’ho etichettato, anche se, come tutte le etichette, anche questa è riduttiva e non certo esaustiva; questa mia personalissima definizione pecca di estrema sintesi. Un po’ come i titoli degli articoli di giornale che risultano essere spesso fuorvianti. D’altro canto l’unico modo per essere rigorosi è quello di leggere tutta l’opera di Alfredo Spanò che conosco da tempo e che mi sento onorato di presentare qui, nella mia Santarcangelo, questa sera.

Ecco spiegato il motivo di questa lettura, ecco cosa spinge l’autore in questo viaggio fra i più sordidi ed efferati pensieri di ognuno di noi e quindi “Delitti minimi ovvero delitti intimi” è una serie di racconti brevi o brevissimi, alcuni esilaranti, altri di una crudezza disarmante, tutti segnati dalla completa mancanza di quei freni inibitori che spesso restano ormai l’unico baluardo prima della barbarie più crudele. Tutti ci ritroveremo a condividere le ragioni dell’assassino e ci sostituiremo in quell’atto liberatorio che è il gesto d’impeto: emanazione più genuina del nostro desiderio.

Ciò che mi ha stupito nella lettura di questi racconti è che l’assassino di quello precedente potrebbe essere la vittima di quello successivo… o viceversa! Insomma un caleidoscopio di situazioni e di reazioni ben congegnate e ancor meglio fissate sulla pagina da una scrittura pulita e accattivante, anche nelle parti più orripilanti. Anzi, direi che è proprio questo il “bello” di questa lettura! Diventa automatico fare il parallelo con quella enfasi, falsa e insopportabile, di quei cronisti da cinque lire al quintale che in televisione cercano la nostra attenzione incuneandosi negli interstizi più reconditi dei fatti di cronaca nera, insistendo sui particolari più orribili riuscendo solo ad essere grotteschi.

Ben diverso è lo stile di Alfredo che non si attarda in panegirici spietati e senza senso, ma rende in modo netto ed inequivocabile la semplicità del male, riuscendo nell’intento di accompagnarci in una visita chirurgica e disincantata dell’anima umana proprio quando questa abbandona la propria umanità. Un vero spasso.


La critica

Dal blog del poeta Beppe Costa

Alfredo Spanò: Delitti minimi ovvero Delitti intimi

Molti anni fa lessi “Delitti esemplari”, un libro di Max Aub in cui l’autore si immedesima in una moltitudine di persone comuni che si abbandonano al piacere della soppressione fisica di chi detestano e non ho resistito alla tentazione di seguirne le orme, facilitato dal fatto che, oggi, i motivi d’ispirazione attorno a noi si moltiplicano di giorno in giorno. (A. S.)

Così specifica l’autore nella nota che introduce i suoi ‘delitti minimi’ ma ritrovo soltanto l’idea di massima che ha spinto Alfredo Spanò ad elaborare una serie di racconti, spesso ispirati dalla sempre più feroce cronaca quotidiana ma anche, e soprattutto, dalla voglia dell’uomo di eliminare in modo diretto e senza fronzoli chi, in un modo o nell’altro, ostacola ‘anche’ i suoi pensieri, la sua vita o soltanto la necessità di essere libero da ogni costrizione. La differenza però con Max Aub sta nell’ironia, nelle descrizioni perfette e nel linguaggio assolutamente letterario che Spanò utilizza.

Così che il semplice pensiero di ogni essere umano (per questo umano) si trasforma in un racconto feroce e divertente allo tempo stesso sorprendendoci a riflettere su quante volte ognuno di noi abbia sostenuto, ma anche elaborato, a lungo lo stesso pensiero, trattenendo l’impulso. Così nel raccontarcelo l’autore ci libera (e si libera), in qualche modo, facendoci sentire (forse) meno colpevoli e protagonisti?

Delitti minimi o intimi, anche nei racconti di alcune righe soltanto, affiorano spesso e anch’io, nell’aver tenuto in mano per tutta la notte questo libro, divorandolo sino all’ultima pagina, ho creduto di ritrovarmi nella veste del criminale, o semplicemente dell’uomo appostato che punisce chi, non rendendosi conto dell’altrui affanno, attraversa la mia vita e la mia via con l’indifferenza che sempre più appare ai nostri occhi (e a quelli di chi ci è vicino).

Traggo dal libro, alcuni racconti, non tanto perché mi hanno maggiormente colpito, – è da leggere sino in fondo, anche per scoprire quanti di noi abbiano maturato almeno il pensiero e quanti altri abbiano riflettuto sui mali, anche i più piccoli, che quotidianamente ci affliggono -, ma per dare una idea sia del raccontare in poche righe, come nel “Comunista”, che in un testo più lungo, “L’Aspidistra”. In tutti i casi è la capacità della scrittura ferocemente ironica, come accennato, che colpisce in questi straordinari racconti, ben diversa da quella senza dubbio più piatta (o lineare e priva di umanità) del citato Max Aub. Non mancano i riferimenti al politico-imprenditore che più d’ogni altri ha spinto i pensieri di molti verso il delitto esemplare. Lo stesso cui molti altri, purtroppo, farebbero anche un monumento!


La critica

Intervento di Rita Giannini sul n. 53 della rivista inValmarecchia.

Il libro intitolato Delitti minimi ovvero Delitti intimi, una volta preso in mano è di quelli che non si vede l’ora di leggere per intero e una pagina tira l’altra, proprio come i cioccolatini. Le storie che vi sono contenute però hanno poco di zuccherino, piuttosto si potrebbero de nire dolciastre in quanto condite di sapiente ironia, anche allorquando trattano ipotetici fatti di cronaca nera e truci vendette. Ne è autore Alfredo Spanò, giornalista, copywriter, addetto stampa, scrittore, con all’attivo diversi saggi nei campi della manualistica e gastronomia, che vive a Pennabilli. E’ la prima volta che è alle prese con la narrativa ma il risultato è pari a quello di un provetto narratore, dalle doti potenti sia nello stile che nei contenuti. La casa editrice che ha pubblicato i suoi brevi racconti è la Clast Editrice, giovane casa bolognese, tutta al femminile. Delitti minimi ovvero Delitti intimi già nel titolo ci spiega di cosa tratta e ogni storia ne rappresenta uno, spesso immaginato e premeditato, il più delle volte dall’esito e erato nato come avvertimento o punizione. Certo, ciò che unisce i 68 personaggi e rispettive storie sono i mali della società di oggi, i suoi tic, le manie, le paure, le incomprensioni, le frustrazioni, i pregiudizi. Pertanto ci sentiamo di a ermare che quella di Spanò è una fotogra a della triste e cupa contemporaneità vista dal di dentro, dall’intimità di un focolare, di un cuore, di un battito di ciglia, di un pensiero celato no all’ultimo, no al giorno in cui il delitto prede forma. Non a caso il titolo è doppio e parla anche di delitti intimi dai quali emergono egoismo, competitività, incapacità di accettare torti, menzogne ma anche diversità e alterità. E si raggiungono livelli di insensibilità ed e eratezza che lasciano esterrefatti. Il merito dell’autore è quello di compiere una critica del sociale, perché questi delitti gra ano, urticano, a volte inquietano ma o rono bene il senso di ciò che oggi gli uomini e le donne sono capaci di fare o di non fare. A renderli espliciti e coinvolgenti contribuiscono poi il suo stile asciutto ed e cace, (“una scrittura che è una boccata d’aria per la lingua italiana agonizzante” come si legge nella prefazione), che raggiunge il lettore come una sferzata, e la sua capacità compositiva che presenta grande cura nella descrizione delle ambientazioni e del pro lo dei protagonisti. Altra dote rintracciabile nel suo linguaggio letterario personale è l’ironia, che giunge a esorcizzare gli accadimenti descritti. “Alfredo Spanò è nuovo alla narrativa, ma la mano di chi è abituato alla scrittura in ambiti redazionali è essibile e sa muoversi in molte direzioni” scrive ancora la prefatrice, che continua:”Spanò cambia faccia ad ogni brevissimo racconto, facendosi ora uomo, ora donna e ora gruppo, incisivo e rapido, tremendamente verosimile, attento ai dettagli”. In ne la Costi conclude: “gli assassini sono banali e Spanò lo sa, muovendosi con scioltezza tra i preconcetti e l’intolleranza quotidiana di chi non vede che se e il proprio spicciolo interesse, perché così va il mondo, tra inspiegabili uccisioni e vittime potenziali, tutti e tutte noi, inconsapevoli dei rischi che corriamo”. Ecco invece come l’autore presenta la sua opera: “Avete mai pensato di far fuori la vostra vicina di casa impicciona, pettegola e rompiscatole, di spingere giù per le scale il collega di lavoro baciapile che vi ha so ato la promozione grazie alla raccomandazione del vescovo o di rigare la ancata della Mercedes di quel bastardo che se l’è spassata con la vostra ragazza? Siate sinceri! Molti anni fa lessi “Delitti esemplari”, un libro di Max Aub in cui l’autore si immedesima in una moltitudine di persone comuni che si abbandonano al piacere della soppressione sica di chi detestano e non ho resistito alla tentazione di seguirne le orme, facilitato dal fatto che, oggi, i motivi d’ispirazione attorno a noi si moltiplicano di giorno in giorno”. Ma una cosa tiene a dire: “ogni riferimento a persone esistite o esistenti, a fatti realmente accaduti o che accadranno, è puramente casuale.

Ecco spiegato il motivo di questa lettura, ecco cosa spinge l’autore in questo viaggio fra i più sordidi ed efferati pensieri di ognuno di noi e quindi “Delitti minimi ovvero delitti intimi” è una serie di racconti brevi o brevissimi, alcuni esilaranti, altri di una crudezza disarmante, tutti segnati dalla completa mancanza di quei freni inibitori che spesso restano ormai l’unico baluardo prima della barbarie più crudele. Tutti ci ritroveremo a condividere le ragioni dell’assassino e ci sostituiremo in quell’atto liberatorio che è il gesto d’impeto: emanazione più genuina del nostro desiderio.