IL TESORO DEL MONTEFELTRO

di Gaetano Dini

Circolava una voce nell’800 che nel Montefeltro vicino San Leo era stato trovato un tesoro. La voce popolare diceva che poteva essere solo il tesoro di Berengario II re d’Italia assediato a San Leo da Ottone I dal 961 al 963.

Un erudito un tal Moroni nel 1847 in un suo libro riporta questa informazione “Nel 1823 presso le vicinanze di San Leo in certi scavi sul Colle Acquiro, si trovò una gran cassa rinchiudente vasi e scettri d’oro, fornita di diamanti, vari candelabri, pezzi di stoffe d’amianto ornate d’oro e arnesi muliebri in gran numero. Si crede che questi effetti appartenessero a Berengario II che si difese per lungo tempo sul monte San Leo, prima di cadere nelle mani di Ottone I, essendovisi recato co’ suoi tesori.”

La notizia fu rilanciata nel 1862 in un passo del libro di tal Dorilo Magarese “Il Tesoro di cui parlaron le Gazzette di Roma nella State del 1823, rinvenutosi in uno de’ Colli del Montefeltro detto Acquiro, probabilmente fece parte delle ricchezze di Berengario e della regina Willa, onde si favella.” Subito si cercò di localizzare questo Colle Acquiro vicino San Leo, senza risultato. Neanche consultando le carte dell’Istituto Geografico Militare si trovò il toponimo Colle Acquiro o Monte Acquiro.

Si dovette risalire allo scritto di un erudito del 600 tal Pier Antonio Guerrieri “Del Castello già di Monte Aguino. Al riscontro di Monte Tassi sopra la destra riva del fiume Conca dalla parte verso il meridiano è un Monticello, sopra di quale anticamente era un castelletto nominato con l’istesso nome di Monte Aguino….”

Gli abitanti attuali chiamano quel monticello dove non si vedono più neppure i ruderi del castello, Monte Jacquino.

Finalmente si riuscì a localizzare la zona interessata che quella volta nell’800 era posta nel territorio di Macerata Feltria, nella parrocchia di S. Maria Valcava, di fronte alle case della frazione di Conca di Monte Grimano che si trovano a nord del fiume Conca.

Oggi quel sito sia con la frazione di Conca di Monte Grimano che con quella di Monte Tassi fa parte del Comune di Monte Grimano Terme.

La cassa con vari preziosi dentro non fu mai trovata.

Ci fu anche un processo contro i presunti scopritori della cassa di preziosi.

Uno scritto del 1867 di un sacerdote del luogo, Francesco Dominici, parla genericamente dell’epilogo del processo dicendo che gli imputati furono condannati “ed ebbero a soffrire lunga carcerazione, e molto dispendio (soldi spesi) per le proprie difese: talché ne furono rovinati nei loro interessi, e si ridussero a povertà, mentre prima erano possidenti abbastanza agiati nel loro Stato…”

Tesoro di Berengario II? Certo che la zona del presunto ritrovamento è piuttosto lontana da San Leo e trasportare lì una pesante cassa piena di preziosi da una San Leo cinta da assedio serrato era cosa poco fattibile.

Tesoro forse degli Ostrogoti, occultato durante gli anni della guerra greco/gotica?

Oppure tesoro d’epoca romana trovato in quello che potrebbe essere stato un avamposto della città di Pitinum Pisaurense (l’odierna Macerata Feltria)?

Questo a tutt’oggi non ci è dato sapere.