ITALIANO: PAROLE E STAMPA

Delle parole che ascoltiamo, leggiamo o utilizziamo, alcune, pur facendo parte a buon diritto del vocabolario italiano, hanno un suono che tradisce l’etimologia insolita. Eccone alcune che fanno parte del gergo di chi lavora nel settore dell’editoria mischiate assieme a qualche altra curiosità.

& – Questo strano simbolo, utilizzato spesso per unire due nomi nelle intestazioni delle società (Dolce&Gabbana, Standard&Poor’s) ha origini molto antiche ed è il frutto dell’unione in un unico elemento grafico delle lettere “e” e “t” che compongono la congiunzione latina “et”.

Colophon – Parola latina, derivata dal greco “kolophon” (cima, sommità).

L’attuale significato (la parola indica lo spazio, posto all’inizio o alla fine di un libro, in cui vengono segnalati il nome dell’editore, l’anno e il luogo di stampa) deriva dalla formula d’encomio, posta a conclusione dei libri del XV e XVI secolo, che riportava il nome dello stampatore, il luogo, la data di stampa e altre notizie sull’opera insieme all’insegna dello stampatore o del libraio.

Corsivo – Chi utilizza programmi word processor sa che il corsivo viene denominato “italic”. Il motivo sta nel fatto che questa tipologia di caratteri venne utilizzata per la prima volta in Italia, a Venezia, dal famoso stampatore Aldo Manuzio, che incaricò della loro creazione e fusione l’incisore bolognese Francesco Griffi.

Elzeviro – Elzevier è il nome di una famiglia di stampatori olandesi che, nel XVII secolo, affidarono a Christoffel Van Dyck la creazione di un nuovo carattere, derivato da quello romano, che influenzerà la storia della stampa fino a tutto il Novecento. L’editore Zanichelli intitolò una collana di libri “Elzeviri” e il carattere, che veniva utilizzato nella composizione dell’articolo di apertura della terza pagina dei quotidiani, la pagina culturale, diede il nome all’articolo stesso, che, in genere, trattava di storia, arte o letteratura.

Facsimile – Anche questo termine deriva dal latino: “fac simile”, cioè: “fai una cosa simile”. Nella terminologia bibliografica la parola è entrata in uso nel 1829 quando venne adottata per indicare la riproduzione esatta di un volume antico ed è la progenitrice del nostro “fax”.

Lay out – Parola inglese adottata dall’italiano, che significa tracciato, schema, e viene utilizzata per indicare la disposizione dei diversi elementi di una composizione grafica.

Menabò – Parola derivata molto probabilmente dall’espressione “mena i buoi” pronunciata in dialetto milanese, da cui ha ricavato il significato di guida. Indica la prova di stampa di una pagina, eseguita montando su un foglio bianco titoli, testo e illustrazioni per verificarne l’effetto finale. Indispensabile in passato, oggi il menabò è stato superato dai moderni sistemi di impaginazione elettronica.

“Il Menabò” è stato anche il titolo dato a un periodico letterario fondato nel 1959 e diretto da Elio Vittorini e Italo Calvino.

Refùso – Dal latino “refusum”, participio passato di “refundere” (rimescolare), indica un errore di stampa. Il primo refuso della storia della stampa sembra essere quello nel colophon dello “Psalmorum codex” (1457) di Fust e Schoffer, in cui si legge “spalmorum” al posto, appunto, di “psalmorum”.

Alfredo Spanò

GIORNALISMO: IL COMUNICATO STAMPA

Il comunicato stampa non è cosa di oggi, come dimostra la lettera di Giuseppe Garibaldi del 4 agosto 1854, pubblicata dall’Italia del Popolo di tre giorni dopo.

Siccome dal mio arrivo in Italia, or sono due volte che io odo il mio nome mischiato a dei movimenti insurrezionali – che io non approvo, – credo mio dovere pubblicamente manifestarlo, e prevenire la gioventù nostra, sempre pronta ad affrontare pericoli per la redenzione della patria, di non lasciarsi così facilmente trascinare dalle fallaci insinuazioni di uomini ingannati od ingannatori, che spingendola a dei tentativi intempestivi, rovinano, e screditano la nostra causa.”

Genova, 4 agosto 1854.

Giuseppe Garibaldi

(Italia del Popolo, 7 agosto 1854.)

E sono sicuro che, andando indietro nel tempo, la storia ce ne renderebbe altri.

Compito dell’ufficio stampa di un ente o un’azienda è quello di comunicare all’esterno i contenuti elaborati dai diversi organismi o dalle figure gerarchiche e istituzionali. Per fare ciò lo strumento principale è il comunicato stampa che si distingue da altre tipologie testuali, come l’articolo, la relazione, la lettera ecc. perché deve essere stilato con precise caratteristiche rispetto ai contenuti e alla forma:

– deve avere un titolo e, a volte, un sommario

– deve contenere notizie assolutamente veritiere e verificate

– deve presentare le informazioni secondo un opportuno ordine

– deve essere scritto in modo chiaro e leggibile

– deve essere svolto sinteticamente

– deve essere composto da periodi brevi

– deve essere articolato in blocchi

Tutto questo per venire incontro alle esigenze dei giornalisti, che decideranno se e come pubblicarlo e lo filtreranno in base a criteri personali, e alle nostre: quelle di raggiungere i cittadini con un’informazione corretta e leggibile riguardo alle nostre idee e azioni.

Ad esempio, se diamo la possibilità al giornalista di ritagliare velocemente il comunicato senza stravolgerne il contenuto, avremo fatto un buon lavoro; quasi mai, per motivi di spazio o per scelta soggettiva, il comunicato viene stampato integralmente.

E avremo fatto un buon lavoro, se avremo individuato in anticipo e inserito nel testo le risposte alle domande che passeranno per la mente del giornalista leggendo il comunicato.

Il comunicato stampa può essere accompagnato da allegati, di particolare importanza in quanto contribuiscono a favorire la pubblicazione delle informazioni o a metterle in maggior risalto agli occhi del lettore:

– fotografie (con le relative didascalie compilate in modo esaustivo)

– profili

– schede tecniche

– grafici

Soprattutto alcuni giornali locali non hanno un archivio fotografico particolarmente ricco e una buona foto può risolvere un problema di impaginazione o arricchire una pagina altrimenti graficamente pesante; d’altra parte, una fotografia indirizza l’occhio del lettore verso l’articolo che la accompagna e ne accresce il peso.

Allo stesso modo sarebbe opportuno realizzare delle foto da allegare al comunicato qualora questo riguardi temi collegati a strutture o avvenimenti riproducibili.

Un comunicato stampa che contenga argomenti validi, redatto professionalmente, bene impaginato e accompagnato da allegati di qualità è il preludio alla pubblicazione e a un rapporto di fiducia tra giornalista e ufficio stampa, che si traduce in disponibilità all’ascolto.